La politica regionale sembra improvvisamente essersi risvegliata dal letargo post elettorale. Sarà l’approssimarsi della prima seduta del Consiglio regionale, ma sia nel centrodestra e sia nel centrosinistra si registrano dei sussulti di vitalità. Il carburante che ha rimesso in moto la macchina amministrativa si chiama incarichi da assegnare in entrambi gli schieramenti. Nella zona dove staziona Paolo Di Laura Frattura c’è da assegnare la vicepresidenza e un segretario del Consiglio regionale, le vicepresidenze e la carica di segretario di alcune commissioni consiliari. Tanto è bastato per scaldare i motori e iniziare a far respirare - anche per i neofiti dell’aula consiliare - l’aria di Palazzo Moffa. Il compito più difficile spetta ai maggiorenti del centrodestra dove c’è più carne attorno all’osso. Ma c’è anche da far “riaddormentare” chi è stato escluso dalla giunta regionale. Mancano all’appello l’Adc (ma per Mario Pietracupa è riservato il prestigioso incarico di presidente del Consiglio), l’Udeur di Vincenzo Niro e Progetto Molise. In fibrillazione è, al momento, il solo Niro, alla sua terza legislatura, dopo aver staccato il biglietto a metà della scorsa per approdare alla corte di Iorio. Il politico di Baranello aveva sperato di essere giunto il momento per poter entrare di diritto nelle stanze di via Genova, sede dell’esecutivo regionale. Così non è stato. Tutto questo crea frustazione per un impegno che non è stato rispettato. Accordi disattesi o semplice aspetttativa? Intanto che tutto venga ricondotto nel giusto clima di reciproca collaborazione, il governatore sta per decidere le deleghe da assegnare ai suoi magnifici sei compagni di avventura. Sarà tutto facile come si pensa oppure Michele Iorio dovrà convincere gli assessori anche sulle cose da fare?
Pino Cavuoti
Gli editoriali e le interviste di Pino Cavuoti su «i Fatti del nuovo Molise» pinocavuoti@gmail.com
martedì 29 novembre 2011
domenica 27 novembre 2011
Non spariamo addosso alla Regione
Un segnale di speranza, parole che suonino come spinta a lavorare tutti insieme. Sarà che in tutte le chiese del mondo si celebra la prima domenica d’Avvento, ma oggi avverto l’esigenza di superare tutte le divisioni della politica. Per invitare, a pochi giorni dall’inizio ufficiale della nuova legislatura, la decima della storia della Regione Molise, i consiglieri a superare tutte le barriere ideologiche per un bene più supremo: quello della collettività. è indubbio che si siano delle difficoltà con famiglie con seri problemi già a fine mese per andare avanti, ma è altrettanto vero che si sta generando tra i cittadini una paura diffusa del domani. Nonostante qualcuno abbia cercato di convincerci che prima - e non si riesce mai a capire quale sia stato quel tempo - c’erano più certezze, ritengo che si sia sempre vissuto nella precarietà e nelle ricerca concretezza per le nostre famiglie. Non possiamo e non dobbiamo aspettarci più di tanto dai nostri amministratori regionali, ma hanno il dovere di essere meno conflittuali e di pensare a creare motivi per avere fiducia. Di poter vedere un po’ di luce all’orizzonte. Il presidente Iorio ha promesso austerity, meno spese folli per la festione della macchina amministrativa e azioni concrete per consentire di ridurre la pressione fiscale sulle famiglie molisane a causa delle aliquote tra le più alte d’Italia. Non dobbiamo aspettarci miracoli, ma più senso di responsabilità da parte dei nostri politici che dovranno mettercela tutta per offrire delle opportunità di cambiamento. La notte è lunga, ma il giorno è vicino. Che sia questo l’impegno di Iorio & Co. per ritrovare un senso di speranza, per un’attesa che non sia vana come la fiducia.
Pino Cavuoti
Pino Cavuoti
venerdì 25 novembre 2011
Il futuro non è nella paura
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| Giancarlo Bregantini |
Pino Cavuoti
mercoledì 23 novembre 2011
Il governatore delle domeniche a targhe alterne
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| Il governatore Michele Iorio |
Pino Cavuoti
lunedì 21 novembre 2011
Iorio alla prova del nove
Iorio in meditazione. Sembra che sia questo l’impegno in programma per questa domenica dedicata a Cristo re, che precede quelle di Avvento. Una domenica tutta casa e chiesa per sciogliere gli ultimi nodi per far partire, per davvero, questa decima legislatura che sembrava non dovesse mai avere inizio. Iorio ha deciso, ma continua a far credere che tutto deve essere ancora compiuto. Sarà una Giunta più ridotta rispetto a quanto ci aveva fatto vedere nel precdente quinquennio. Ma soprattutto non ci saranno “forestieri” del Consiglio. Insomma nessun esterno. E per il presidentissimo sarà anche una prova del nove per dimostrare, dopo che in campagna elettorale si è tanto parlato di affidabilità e continuità, se tutto torna. Se tutto è Ioriocentro, se tutto è in funzione di un impegno per dare un segno definitivo della sua presenza politica in questa regione. Cioè se la storia potrà scrivere, a memoria delle generazioni future, che dal 2001 al 2016 un tale Michele Angelo Iorio ha ricoperto la carica di presidente della Regione Molise e fu capace di rimettere i conti a posto, di dare ossigeno alle imprese e di rivoluzionare la macchina amminostrativa in chiave di efficienza e di funzionalità. Questo è quello che ci auguriamo di vedere, sperando che non ci sia litigiosità nella maggioranza dove tutti in forza della visibilità reclamino un posto nell’esecutivo. Conti alla mano è davvero difficile che questo possa accadere. A Michele Iorio, che è il presidente dei molisani, non si può che augurare di essere un politico illuminato dal buon senso e dalla capacità di intuire e disegnare il futuro. Non potrà farlo Di Laura Frattura che fino all’ultimo minuto si era convinto di avercela fatta. Ora non resta che la via giudiziaria dove, dopo la proclamazione, in molti si avventureranno per cercare di rientrare dalla finestra nel Palazzo.
Pino Cavuoti
sabato 19 novembre 2011
Le famiglie numerose di una volta
Ieri la notizia più cliccata sul nostro sito è stata quella dal titolo «Premiata una famiglia isernina per i suoi 14 figli». L’iniziativa di assegnare un riconoscimento ad Amico ed Emma Melaragno è stata di Aida Romagnuolo, presidente regionale dell’Acsi, un’associazione sportiva che promuove il Molise migliore.Quanto tempo è passato da quando i nuclei familiari erano numerosi. Si partiva da due o tre figli in su. Si scherzava dicendo che allora nelle case non c’era la televisione, ma anche dopo gli anni Sessanta la frequenza sotto le lenzuola non è cambiato. Ora si nasce meno di quanto sia sufficiente a garantire il ricambio tra le generazioni. Non a caso un’indagine dello Svimez, non più tardi di qualche settimana fa, ci ha fatto titolare “Molise a rischio estinsione”. In questa regione, più di altre, i decessi superano di gran lunga le nascite. In considerazione di questi numeri ci dovrebbe essere una maggiore azione a sostegno delle famiglie, più di quanto non sia stato sinora fatto, sia a livello nazionale e sia in Molise. E proprio al prossimo governo molisano si chiede un supplemento di idee, ma soprattutto la capacità, poi, di mantenere fede agli impegni presi. Solo per fare un esempio era stata discussa e approvata una legge che doveva favorire la residenza delle giovani coppie nei piccoli comuni a rischio spopolamento. Una legge pubblicizzata in pompa magna, ma poi se si andava ad analizzare il capitolo di spesa era facile accorgersi che non c’era capienza: non erano stati previsti i necessari finanziamenti. Sarà impossibile che nelle famiglie si possa tornare a registrare tante nascite quanto quelle che hanno consentito di premiare Amico ed Emma. Quattordici è un numero incredibile. Ma perché non adoperarsi con iniziative di sostegno che possano permettere alle giovani coppie di poter continuare a lavorare - sempre che entrambi i coniugi hanno un posto di lavoro - e di allevare i loro figli anche quando non hanno i genitori/nonni a disposizione. Un abbraccio a mamma Emma che avrà avuto tanta pazienza e tanta forza di volontà da vendere nel corso delle sue numerose gravidanze. Altri tempi, ma che tempi!
Pino Cavuoti
Pino Cavuoti
giovedì 17 novembre 2011
Monti premier, la politica passa la mano
Ieri Mario Monti, presidente del Consiglio dei ministri incaricato, ha sciolto la riserva. Debutta con il suo primo gabinetto in attesa di avere la pienezza dei poteri nel doppio passaggio parlamentare. La politica ha fatto un passo indietro dando il lasciapassare a un tecnico, seppur da pochi giorni sia stato nominato senatore a vita. A Monti viene chiesto di sistemare i conti a posto, per impedire all’Italia di fare patatrac. Al neo premier il compito ingrato di rimettere in moto il sistema Paese dopo che in Europa, complice i mercati finanziari, abbiamo rischiato di finire con i piedi all’aria. Monti ci ha spiegato che la sua non sarà una politica da “lacrime e sangue” ma che sarà chiesto a tutti di fare sacrifici. Rigore, competenza e capacità di saper dare una forte spinta alla ripresa economica. Sono alcune delle parole-chiave del Monti-pensiero. Al neo presidente del Consiglio dei ministri non si può che fare un grosso in bocca al lupo e magari mettergli anche una mano sulla spalla per fargli sentire la vicinanza di tutti gli italiani e, perché no, anche di noi molisani-abruzzesi. Come in una staffetta ideale sta per partire anche per Michele Iorio una nuova avventura amministrativa in una regione dove di certo non si sorride sul fronte occupazionale e imprenditoriale. A Iorio l’invito a essere il nostro governatore come un buon padre di famiglia. Pronto a essere severo quanto basta, ma soprattutto giusto ed equo per non fare figli e figliastri per essere un esempio da seguire.
Pino Cavuoti
Pino Cavuoti
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