(pc)
Gli editoriali e le interviste di Pino Cavuoti su «i Fatti del nuovo Molise» pinocavuoti@gmail.com
martedì 23 luglio 2013
Piana dei Mulini anno zero
(pc)
domenica 21 luglio 2013
Settimana politica da segno rosso
Chissà quanti tra di voi sono in questo momento in spiaggia con il nostro giornale tra le mani e sono rapiti dall’azzurro del mare. E dopo aver osservato il titolo principale avranno già iniziato a commentare, prima ancora di leggere gli articoli di riferimento. Quella che inizia domani è una settimana politica importante. Si comincia con il Consiglio regionale che al primo punto all’ordine del giorno presenta la riduzione dei costi della politica, misure di razionalizzazione, controlli e trasparenza dell’organizzazione e dei servizi della Regione. Il buon Giovanni Minicozzi da Telemolise commenta che gli inquilini di Palazzo Moffa più che ridursi lo stipendio lo abbiamo ritoccato all’insù, seppur di poche centinaia di euro. Chissà quali calcoli avrà fatto ma, come del resto avevamo scritto giovedì scorso da queste colonne della voce del popolo che già sussurrava questa possibilità. Sarà vero? Voglio sperare che non abbiamo avuto la faccia così tosta di farlo. Domani si vedrà. Intanto cresce l’attesa per Piana dei Mulini. Iorio ci riprova a richiamare migliaia di persone. A proposito quest’anno la polo di che colore sarà? Incassa un sì importante come quello del suo ex assessore Di Sandro, che si presenterà con tutto il suo partito. In quanti vorranno seguire il suo gesto. Sarà l’inizio di una nuova Forza Italia per seguire il vecchio leone che non vuol smettere di ruggire. (pc)
giovedì 18 luglio 2013
Indennità regionali: la commissione licenzia la nuova legge taglia-politica
Con quella erre moscia, che tanto faceva vip e caratterizzava l’Avvocato, Francesco Totaro, presidente della Prima Commissione permanente regionale, ha annunciato che i commissari hanno licenziato a velocità da centrometristi il progetto di legge n. 19 che fissa la riduzione dei costi della politica e misure di razionalizzazione, controllo e trasparenza dell’organizzazione e dei servizi della Regione. Trentaquattro pagine, per raccogliere diciannove articoli di legge, che permettono di ricostruire e determinare il nuovo status di consigliere regionale con i tetti massimi, omnicomprensivi, dei soldi che verranno corrisposti agli eletti. Trattamento economico che si comporrà tra indennità di carica, indennità di funzione e rimborso spese per l’esercizio del mandato. Al di là delle solite e qualunquistiche voci del popolino, che invece ritiene in aumento lo stipendio mensile (!), la Commissione ha avuto la strada spianata da un testo ben studiato. Tagli ci sono stati, ma resterà sempre un buon e invidiato stipendio. E se ora si cominciasse a rivedere anche le indennità dei dirigenti? Del resto la politica non è fatta solo dagli eletti, ma da tutto l’apparato!
martedì 16 luglio 2013
Riduzione dei costi regionali, Niro mette la quarta
A meno di una sonora smentita sono certo che Vincenzo Niro, presidente del Consiglio regionale, sia dotato di una buona dose di salutare ottimismo. Il perché è presto detto. Ieri pomeriggio l’ufficio stampa di Palazzo Moffa ha diramato l’ordine del giorno della prossima assise in calendario per lunedì 22 luglio. Al primo punto troviamo la proposta di legge a firma di Niro e Frattura per “la riduzione dei costi della politica, misure di razionalizzazione, controlli e trasparenza dell’organizzazione e dei servizi della regione». Legge “suggerita” dall’art. 2 del D.L. 174 del 2012. Si parla di ottimismo di Niro perché la prima commissione non ha ancora provveduto a licenziare e mandare in aula il documento da approvare. Ma la conferenza dei capigruppo ha di fatto già dato il via libera per l’arrivo in aula del testo finale. Una velocità che impressiona trovando, a quanto pare, la massima convergenza da parte di tutti i gruppi politici. Del resto ogni ulteriore ritardo rimanderebbe tutti a casa. Nessuno escluso.
sabato 6 luglio 2013
Regione suicida e anche masochista
La domanda sorge spontanea dopo l’esclusiva di Giovanni Minicozzi che ha fatto rivelare dall’ex presidente di centrosinistra degli anni Novanta, Marcello Veneziale, che il Molise è l’unica regione a statuto ordinario a non aver adottato le prescizioni del decreto legge che imponeva (e badate bene) non suggeriva riduzioni nella gestione del Consiglio regionale e di conseguenza anche degli stipendi degli eletti. Da Palazzo Moffa nessun commento alle parole di Veneziale, che ha persino cercato di parlare con il governatore Frattura senza ottenere l’opportunità di metterlo in guardia sul pericolo che si sta correndo: meno risorse per la Regione ma soprattutto il rischio di scioglimento. Cosa passa per la testa dei nostri amministratori regionali? Sono così impegnati da essere poco accorti nel rispettare le leggi? Comportamento che consente al senatore Di Giacomo di poter avere tutti i titoli per dire: un pericoloso pressapochismo che rischia di portare nel burrone questa Regione». Come dargli torto e smentirlo?
(pc)
(pc)
mercoledì 26 giugno 2013
In edicola virtualmente
Ringrazio i colleghi che, pur non percependo lo stipendio dallo scorso dicembre, stanno continuando a lavorare. Siamo in attesa di risposte dall’azienda che sta cercando in tutti i modi di trovare, entro fine mese, una soluzione praticabile che possa consentire la ripresa regolare dell’attività. Anche con un cambio di quote societarie e con l’ingresso di nuovi soci con risorse fresche da immettere in questa azienda editoriale.
La redazione ha deciso di dare fiducia, ancora per qualche giorno, a questo esperimento vituale sul web con la possibilità gratuita di scaricare l’edizione, così come l’avreste trovata come ogni giorno nelle edicole di Molise e di una parte d’Abruzzo. Si acquistano sempre meno giornali, ancor più in questo periodo di crisi. Così come si risparmia sul cibo. Mi auguro, soprattutto per i colleghi, che la nostra non sia un’agonia già scritta. La vicenda di questo quotidiano non è diversa da tante altre realtà in difficoltà. Per le imprese editoriali senza il sostegno pubblico sarà difficile se non impossibile continuare a esistere. Che coinvolge, per certi versi, anche le edicole che stanno scomparendo nei 136 comuni del Molise. Del resto come si potrebbe pensare che le agenzie di distribuzione possano farcela a sopportare le spese di trasporto per pochi centesimi di utile per copia venduta? Il rilancio deve passare anche attraverso il ricambio delle persone. Voglio sperare che questo possa servire a rimettere in carreggiata una testata che ha tutto il diritto di continuare a esistere e prosperare. Anche se ho sempre ritenuto che la quantità degli organi di informazione non vuol dire per forza di cose più democrazia e circolazione delle idee se non c’è la possibilità di vivere dovendo far fronte alle leggi di mercato. Per questa ragione una legge sull’editoria appare necessaria con regole certe, fissate da criteri che tengano conto in primo luogo di chi scrive. La libertà di pensiero. Come è bella la democrazia.
Una corsa contro il tempo per tutti della serie “speriamo che io me la cavo”. Ho ricevuto diversi attestati di vicinanza, in particolare dagli amici di ieri e di oggi. Grazie a chi mi ha chiamato o messaggiato.
Pino Cavuoti
La redazione ha deciso di dare fiducia, ancora per qualche giorno, a questo esperimento vituale sul web con la possibilità gratuita di scaricare l’edizione, così come l’avreste trovata come ogni giorno nelle edicole di Molise e di una parte d’Abruzzo. Si acquistano sempre meno giornali, ancor più in questo periodo di crisi. Così come si risparmia sul cibo. Mi auguro, soprattutto per i colleghi, che la nostra non sia un’agonia già scritta. La vicenda di questo quotidiano non è diversa da tante altre realtà in difficoltà. Per le imprese editoriali senza il sostegno pubblico sarà difficile se non impossibile continuare a esistere. Che coinvolge, per certi versi, anche le edicole che stanno scomparendo nei 136 comuni del Molise. Del resto come si potrebbe pensare che le agenzie di distribuzione possano farcela a sopportare le spese di trasporto per pochi centesimi di utile per copia venduta? Il rilancio deve passare anche attraverso il ricambio delle persone. Voglio sperare che questo possa servire a rimettere in carreggiata una testata che ha tutto il diritto di continuare a esistere e prosperare. Anche se ho sempre ritenuto che la quantità degli organi di informazione non vuol dire per forza di cose più democrazia e circolazione delle idee se non c’è la possibilità di vivere dovendo far fronte alle leggi di mercato. Per questa ragione una legge sull’editoria appare necessaria con regole certe, fissate da criteri che tengano conto in primo luogo di chi scrive. La libertà di pensiero. Come è bella la democrazia.
Una corsa contro il tempo per tutti della serie “speriamo che io me la cavo”. Ho ricevuto diversi attestati di vicinanza, in particolare dagli amici di ieri e di oggi. Grazie a chi mi ha chiamato o messaggiato.
Pino Cavuoti
domenica 23 giugno 2013
Che ne sarà del nostro domani?
E’ una domanda alla quale ho qualche difficoltà a rispondere. E questa volta non sono a parlarvi di altri ma di noi, di questo giornale che in questi anni, pochi o tanti che siete stati, avete sostenuto acquistandoci in edicola o attraverso gli spazi pubblicitari. Con grande fatica possiamo dire che per 865 volte siamo riusciti a raccontarvi i fatti del Molise e di una parte d’Abruzzo, quello in cui vivo e che ha stretti rapporti con i molisani.
Ma il barile è stato raschiato fino al fondo e se non interverranno cose nuove forse gli editori saranno costretti a rivedere gli obiettivi che si erano prefissati quando il primo settembre 2010 decisero di stampare questo foglio. Voglio mettere sul tavolo quanto sta accadendo, per rispetto dei colleghi e dei lettori. Le prossime ore saranno decisive per stabilire il percorso futuro. Se continuare a essere presenti in edicola, se prendere un periodo sabatico o trasformare le modalità di stampa in dimensione telematica. Capite ora che la domanda che mi pongo, in questa ultima domenica di giugno, è più che motivata. Con il cuore gonfio per quella che è una sconfitta oltre che mia personale di quanti hanno creduto, e soprattutto la mia famiglia, sulla capacità di saper fare ciò che forse ho sempre amato più di ogni altra cosa: scrivere, raccontare, far riflettere. Ma nella consapevolezza di saper ascoltare, saper sbagliare e sapersi correggere. Forse la mia esperienza molisana iniziata nel 1996 potrebbe interrompersi qui. Sono stati anni fecondi, ma anche tormentati dal peso che mi è rimasto sulle spalle per la precedente esperienza editoriale. Cause che mi hanno piegato le spalle e messo in ginocchio non avendo la forza economica per sostenerne le conseguenze. Ma ho l’obbligo di guardare oltre, di credere ancora in qualcosa. Che ne sarà domani? Il sole sorge per tutti, anche per noi. Vedremo come riuscirà a illuminare il nostro cammino. Buona domenica. Grazie a tutti voi.
Pino Cavuoti
Ma il barile è stato raschiato fino al fondo e se non interverranno cose nuove forse gli editori saranno costretti a rivedere gli obiettivi che si erano prefissati quando il primo settembre 2010 decisero di stampare questo foglio. Voglio mettere sul tavolo quanto sta accadendo, per rispetto dei colleghi e dei lettori. Le prossime ore saranno decisive per stabilire il percorso futuro. Se continuare a essere presenti in edicola, se prendere un periodo sabatico o trasformare le modalità di stampa in dimensione telematica. Capite ora che la domanda che mi pongo, in questa ultima domenica di giugno, è più che motivata. Con il cuore gonfio per quella che è una sconfitta oltre che mia personale di quanti hanno creduto, e soprattutto la mia famiglia, sulla capacità di saper fare ciò che forse ho sempre amato più di ogni altra cosa: scrivere, raccontare, far riflettere. Ma nella consapevolezza di saper ascoltare, saper sbagliare e sapersi correggere. Forse la mia esperienza molisana iniziata nel 1996 potrebbe interrompersi qui. Sono stati anni fecondi, ma anche tormentati dal peso che mi è rimasto sulle spalle per la precedente esperienza editoriale. Cause che mi hanno piegato le spalle e messo in ginocchio non avendo la forza economica per sostenerne le conseguenze. Ma ho l’obbligo di guardare oltre, di credere ancora in qualcosa. Che ne sarà domani? Il sole sorge per tutti, anche per noi. Vedremo come riuscirà a illuminare il nostro cammino. Buona domenica. Grazie a tutti voi.
Pino Cavuoti
Iscriviti a:
Post (Atom)

